TUTTO INIZIA DA PICCOLI
Non vorrei che si fraintendesse
quanto ho scritto in “ASCOLTIAMOLI!” con l’idea assurda e folle di lasciare
fare ai bambini ciò che vogliono! Magari perché sono piccoli per capire.
NO, NO, NO. Siamo noi troppo
“piccoli” e incapaci di spiegare a loro molte cose. Spesso ci dimostrano che
sono molto più grandi di noi. La libertà di cui parlavo è qualcosa di più
profondo e sottile, un atteggiamento che i bambini colgono anche nelle più
piccole cose, se mamma e papà sono pronti a fare questo passo. LIBERTA’ ma
anche SINCERITA’. A volte sincerità vuol dire anche durezza, perché no? Chi ha
mai detto che bambino vuol dire dolcezza-sdolcinata, cuoricini e fragoline?anzi
i bambini sono esattamente l’opposto: impegno, intensità, gioia, rabbia,
incapacità, risate, lacrime, stupore….colori, tanti colori.
Sono piccoli per capire le sciocchezze che spesso noi
adulti cerchiamo di propinargli? Loro sono già oltre, sono ancora oltre, loro
SONO. Non hanno bisogno di fare giri strani, inventare storie stupide: qualche
tempo fa un bimbo intervistato in tv dichiarava ad un amichetto che non avrebbe
fatto basket perché la sua mamma gli aveva detto che faceva venire un brutto
fisico!L’amico un po’ attonito e perplesso ribatte “Ma guarda me, io faccio
basket, non è vero!”. Diciamolo una volta per tutte: queste idiozie prima o poi
saltano fuori, magari davanti ad altre persone; puntualmente c’è qualche
genitore che preferirebbe sprofondare. Non sarebbe stato molto più semplice
evitare di dire queste inutili bugie? Non sarebbe più facile spiegare che
magari in quel momento non c’è la possibilità di frequentare il corso di basket
perché non c’è tempo, non ci sono soldi, si è troppo piccoli, ecc.
Purtroppo l’argomento “CORSI POMERIDIANI” mi tocca molto
da vicino; mi tocca ancor di più la maleducazione che la maggior parte dei
genitori adotta nel rapportarsi a noi che ci occupiamo dei loro figli, magari
solo un’ora a settimana. Come se fosse poco: quell’ora spesso vale più di tutta
la giornata all’asilo o a scuola. Perchè in quell’ora solitamente si fanno cose
speciali, si muovono emozioni, idee e pensieri decisamente differenti da quelli
che accompagnano la giornata scolastica!
La questione corsi è solo paradigmatica di come spesso si
trasmettono involontariamente modalità “brutte” di comportamento: se decidiamo
di non portarlo più a nuoto, calcio, pittura, ecc riusciamo a spiegarglielo in
maniera chiara e ONESTA?Ma onesta con noi stessi prima di tutto?
Oppure quando il pargolo per puro
capriccio decide che un mese ha voglia di fare danza, un mese pallavolo e poi a
seconda di ciò che faranno gli amici continuare a cambiare….che bello vedere
alcuni -pochi- genitori che cercano di capire se c’è sotto un problema o se si
tratta di capriccio e quindi spronare il piccolo a finire un percorso, magari
con educazione, cioè salutando amichetti e maestra?magari quella stessa maestra
che per quel pargoletto ha fatto e dato molto?magari quegli stessi amichetti
con cui ha condiviso mesi di creatività ed esperienze fondamentali (cosa non è
fondamentale a 3 anni?TUTTO!).
Ci sono bambini con cui si creano
legami speciali durante i miei corsi e poi all’improvviso spariscono,
inghiottiti dalla routine quotidiana dei genitori, dalla vergogna, dalla
fretta: un vero dispiacere per me , ma sono certa anche per loro.
In ogni caso questo atteggiamento
–distratto, superficiale ed egoistico- lo vediamo anche per strada, nei negozi:
spesso i bambini vengono lasciati allo sbaraglio, sotto lo sguardo perplesso di
negoziante e cliente. Ho assistito ad una scena incredibile in una ludoteca:
mamma con pargoli, il grande (3 anni) giocava con gli amichetti, il piccolo di
1 anno e mezzo cercava di distruggere la struttura sotto lo sguardo distratto
di una mamma svampita che, quando richiamata a controllare il figlio,
continuava a chiacchierare mentre
distrattamente gli toglieva di mano qualsiasi cosa riponendola sulla scrivania
della povera segretaria, attonita: piuttosto che soffermarsi dal chiacchierare,
intrattenere il piccolo con giochi adatti a lui, per lei era molto più semplice
sottrargli qualsiasi cosa, con il risultato che alla fine dell’ora la scrivania
della segretaria era sommersa da oggetti. Un quadretto di quell’ormai
famigerato modus vivendi per cui “il mondo mi gira intorno, io sto bella ferma
ed immobile”.
Sarà capitato a tutti di trovarsi
in una situazione di forte disagio perché i genitori non capiscono che il
mondo è necessariamente costretto a
sopportare grida, pianti, capricci (di cui i bambini non sono colpevoli in
alcun modo).
La capacità di stare in un
contesto sociale -nella vita- forse è il regalo più bello che un genitore possa
fare al proprio figlio:insegnargli a stare, a comportarsi, guardare, cogliere,
approfittare (delle piccole bellezze nascoste anche nella fila dal panettiere).
Che piacere vedere genitori che
insegnano tutto questo, perché ce l’hanno dentro.
Quanti bimbi supportati da
altrettanti genitori invece vivono, prendono e abbandonano qualsiasi cosa , con
velocità e senza digerire ..cosi inizia quel MORDI E FUGGI che, chissà come
mai, da adulti praticheranno con tanta naturalezza. Tutto inizia da piccoli.
In alcuni casi c’è solo la nostra incapacità di affrontarli
donando loro sincerità, regole, a volte con durezza a volte con dolcezza. A
volte ci chiedono estrema durezza e sono certa che quelle parole e quei gesti
duri quando necessari siano realmente il mattoncino su cui iniziano a gattonare
per poi camminare.
Tutto inizia da
piccoli:
guardare, percepire, ascoltare,
prendere, dare, regalare, reclamare, sfogarsi, chiedere, aspettare,
incuriosirsi, toccare, odorare, manipolare, fuggire, piangere, prendersi cura
di sé, non prendersi cura di sé, aiutare, non aiutare, aprire lo sguardo,
tenere gli occhi chiusi, desiderare, giocare, stringere, rallentare.
(Immagine di Rossana Papagni www.rossanapapagni.it)

Nessun commento:
Posta un commento