mercoledì 23 maggio 2012

TUTTO INIZIA DA PICCOLI


TUTTO INIZIA DA PICCOLI


Non vorrei che si fraintendesse quanto ho scritto in “ASCOLTIAMOLI!” con l’idea assurda e folle di lasciare fare ai bambini ciò che vogliono! Magari perché sono piccoli per capire.
NO, NO, NO. Siamo noi troppo “piccoli” e incapaci di spiegare a loro molte cose. Spesso ci dimostrano che sono molto più grandi di noi. La libertà di cui parlavo è qualcosa di più profondo e sottile, un atteggiamento che i bambini colgono anche nelle più piccole cose, se mamma e papà sono pronti a fare questo passo. LIBERTA’ ma anche SINCERITA’. A volte sincerità vuol dire anche durezza, perché no? Chi ha mai detto che bambino vuol dire dolcezza-sdolcinata, cuoricini e fragoline?anzi i bambini sono esattamente l’opposto: impegno, intensità, gioia, rabbia, incapacità, risate, lacrime, stupore….colori, tanti colori.

Sono piccoli per capire le sciocchezze che spesso noi adulti cerchiamo di propinargli? Loro sono già oltre, sono ancora oltre, loro SONO. Non hanno bisogno di fare giri strani, inventare storie stupide: qualche tempo fa un bimbo intervistato in tv dichiarava ad un amichetto che non avrebbe fatto basket perché la sua mamma gli aveva detto che faceva venire un brutto fisico!L’amico un po’ attonito e perplesso ribatte “Ma guarda me, io faccio basket, non è vero!”. Diciamolo una volta per tutte: queste idiozie prima o poi saltano fuori, magari davanti ad altre persone; puntualmente c’è qualche genitore che preferirebbe sprofondare. Non sarebbe stato molto più semplice evitare di dire queste inutili bugie? Non sarebbe più facile spiegare che magari in quel momento non c’è la possibilità di frequentare il corso di basket perché non c’è tempo, non ci sono soldi, si è troppo piccoli, ecc.
Purtroppo l’argomento “CORSI POMERIDIANI” mi tocca molto da vicino; mi tocca ancor di più la maleducazione che la maggior parte dei genitori adotta nel rapportarsi a noi che ci occupiamo dei loro figli, magari solo un’ora a settimana. Come se fosse poco: quell’ora spesso vale più di tutta la giornata all’asilo o a scuola. Perchè in quell’ora solitamente si fanno cose speciali, si muovono emozioni, idee e pensieri decisamente differenti da quelli che accompagnano la giornata scolastica!

La questione corsi è solo paradigmatica di come spesso si trasmettono involontariamente modalità “brutte” di comportamento: se decidiamo di non portarlo più a nuoto, calcio, pittura, ecc riusciamo a spiegarglielo in maniera chiara e ONESTA?Ma onesta con noi stessi prima di tutto?

Oppure quando il pargolo per puro capriccio decide che un mese ha voglia di fare danza, un mese pallavolo e poi a seconda di ciò che faranno gli amici continuare a cambiare….che bello vedere alcuni -pochi- genitori che cercano di capire se c’è sotto un problema o se si tratta di capriccio e quindi spronare il piccolo a finire un percorso, magari con educazione, cioè salutando amichetti e maestra?magari quella stessa maestra che per quel pargoletto ha fatto e dato molto?magari quegli stessi amichetti con cui ha condiviso mesi di creatività ed esperienze fondamentali (cosa non è fondamentale a 3 anni?TUTTO!).
Ci sono bambini con cui si creano legami speciali durante i miei corsi e poi all’improvviso spariscono, inghiottiti dalla routine quotidiana dei genitori, dalla vergogna, dalla fretta: un vero dispiacere per me , ma sono certa anche per loro.

In ogni caso questo atteggiamento –distratto, superficiale ed egoistico- lo vediamo anche per strada, nei negozi: spesso i bambini vengono lasciati allo sbaraglio, sotto lo sguardo perplesso di negoziante e cliente. Ho assistito ad una scena incredibile in una ludoteca: mamma con pargoli, il grande (3 anni) giocava con gli amichetti, il piccolo di 1 anno e mezzo cercava di distruggere la struttura sotto lo sguardo distratto di una mamma svampita che, quando richiamata a controllare il figlio, continuava  a chiacchierare mentre distrattamente gli toglieva di mano qualsiasi cosa riponendola sulla scrivania della povera segretaria, attonita: piuttosto che soffermarsi dal chiacchierare, intrattenere il piccolo con giochi adatti a lui, per lei era molto più semplice sottrargli qualsiasi cosa, con il risultato che alla fine dell’ora la scrivania della segretaria era sommersa da oggetti. Un quadretto di quell’ormai famigerato modus vivendi per cui “il mondo mi gira intorno, io sto bella ferma ed immobile”.
Sarà capitato a tutti di trovarsi in una situazione di forte disagio perché i genitori non capiscono che il mondo  è necessariamente costretto a sopportare grida, pianti, capricci (di cui i bambini non sono colpevoli in alcun modo).
La capacità di stare in un contesto sociale -nella vita- forse è il regalo più bello che un genitore possa fare al proprio figlio:insegnargli a stare, a comportarsi, guardare, cogliere, approfittare (delle piccole bellezze nascoste anche nella fila dal panettiere).


Che piacere vedere genitori che insegnano tutto questo, perché ce l’hanno dentro.
Quanti bimbi supportati da altrettanti genitori invece vivono, prendono e abbandonano qualsiasi cosa , con velocità e senza digerire ..cosi inizia quel MORDI E FUGGI che, chissà come mai, da adulti praticheranno con tanta naturalezza. Tutto inizia da piccoli.

In alcuni casi  c’è solo la nostra incapacità di affrontarli donando loro sincerità, regole, a volte con durezza a volte con dolcezza. A volte ci chiedono estrema durezza e sono certa che quelle parole e quei gesti duri quando necessari siano realmente il mattoncino su cui iniziano a gattonare per poi camminare.


Tutto inizia da piccoli:
guardare, percepire, ascoltare, prendere, dare, regalare, reclamare, sfogarsi, chiedere, aspettare, incuriosirsi, toccare, odorare, manipolare, fuggire, piangere, prendersi cura di sé, non prendersi cura di sé, aiutare, non aiutare, aprire lo sguardo, tenere gli occhi chiusi, desiderare, giocare, stringere, rallentare.




 (Immagine di Rossana Papagni www.rossanapapagni.it)

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