mercoledì 16 maggio 2012


LI ASCOLTIAMO VERAMENTE?

Mi capita spesso di ricevere telefonate di genitori entusiasti per i corsi e le attività che organizzo (magari entusiasti solo per aver letto il depliant), ma capita ancor più spesso di sentirli vantare qualità straordinarie (che il più delle volte sono caratteristiche di tutti i bambini…). Tra le  telefonate più “memorabili” ne ricordo alcune per il corso di inglese: avevo deciso di eliminarlo a causa dello scarso successo del precedente corso, invece qualche mese fa ricevo un buon numero di richieste e dopo una lunga trafila di telefonate trovo lei: Alice, una dolcissima qualificata e super professionale insegnante di inglese, specializzata nell’insegnamento della lingua straniera nella scuola materna , quindi perfetta anche per il nostro centro. Brava, capace, divertente, ma chiara sin dall’inizio con me e soprattutto con i genitori: il suo non sarà un corso accademico-universitario, considerata l’età dei bambini, bensì un momento di gioco e di apprendimento giocoso di una nuova modalità di parlare  senza avere la pretesa di insegnare chissà cosa . Anzi, sottolinea subito, imparare canzoni e parole in inglese servirà a facilitare l’apprendimento della lingua straniera in futuro.
Nel frattempo contatto i genitori che si erano dichiarati interessati e  mi imbatto in “un’allegra famigliola”: il papà era stato il primo  a fare richiesta  di questo corso, spiegandomi che la bambina (4-5 anni) ci teneva molto ad imparare l’inglese (già questo mi ha fatto riflettere..) e poi aggiunge che loro ci tenevano molto perché avevano vissuto due anni in America. Intanto la bimba viene  a provare una lezione di danza: entusiasta, energica, vitale. La mamma mi avvisa che hanno deciso di farle frequentare sia danza che inglese (che deve ancora provare ma loro sono certi che alla bambina piacerà).
E così arriva il giorno della prova di inglese  e la nostra piccola arriva saltellando , entra nella sala e inizia a danzare credendo evidentemente di essere tornata al corso di danza: le spiego che la lezione è quella di inglese , lei mi guarda un po’ perplessa  (quindi deduco che non le avessero detto la verità!). Finita la lezione davanti all’ ”orgoglione” – ops orgoglioso…PAPA’ che la incalza chiedendole quanto le sia piaciuta la lezione, Lei –chiara, precisa e pulita- risponde: “No, voglio fare danza, non inglese!”. Il papà inebetito e tranquillissimo insiste: “Ma poi come facciamo quando andiamo in vacanza in America?Dai che ti piace!!”. Vanno via tutti e tre,mamma papà e fanciulla,  assicurandomi che ci saremmo visti la settimana successiva ,ma solo per inglese (nel frattempo hanno pensato di non farle fare danza). Passano i giorni e poiché non li vedo arrivare contatto la mamma ,che con il suo tono di voce smorto, poco sveglio e soprattutto un pochino vergognata mi spiega che non sono riusciti a convincerla, si è rifiutata categoricamente . EVVIVA! Questa piccola giovane donna davanti a due genitori “ciechi” e superficiali (anzi aggiungo colti e superficiali) si è resa adulta, matura, chiara e soprattutto coerente: non voleva fare inglese, non le era piaciuto, desiderava danzare e ha ribadito un concetto che per me era stato chiaro da subito, i suoi genitori ci hanno messo qualche settimana per capire…..
Se non hanno questa piccola-grande libertà a 4-5 anni come faranno a capire  e valutare da adulti quale sia la libertà? La libertà si impara da piccoli, la si sente dentro, sulla pelle, nelle ossa anche e soprattutto a 3-4 anni.
Le attività extra-scolastiche dei nostri bimbi  non sono e non devono essere obbligatorie né necessariamente utili o inutili, bensì divertenti e “speciali”  , almeno per loro: dovrebbero essere scelte da loro, con l’aiuto più neutrale possibile di mamma e papà!
E’evidente che ogni bambino ha suoi gusti e preferenze, ciò che per uno è noioso per l’altro è divertentissimo: di fatto gli altri bimbi di quel famoso corso di inglese erano felici, divertiti e molto naturalmente appassionati a quella lezione giocosa con una maestra “fatata”. I  genitori ogni giorno più entusiasti per la quantità di cose imparate giocando, saltando, molto liberamente.

Ascoltiamoli.

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