LI ASCOLTIAMO VERAMENTE?
Mi capita spesso di ricevere telefonate di genitori
entusiasti per i corsi e le attività che organizzo (magari entusiasti solo per
aver letto il depliant), ma capita ancor più spesso di sentirli vantare qualità
straordinarie (che il più delle volte sono caratteristiche di tutti i
bambini…). Tra le telefonate più
“memorabili” ne ricordo alcune per il corso di inglese: avevo deciso di
eliminarlo a causa dello scarso successo del precedente corso, invece qualche
mese fa ricevo un buon numero di richieste e dopo una lunga trafila di
telefonate trovo lei: Alice, una dolcissima qualificata e super professionale
insegnante di inglese, specializzata nell’insegnamento della lingua straniera
nella scuola materna , quindi perfetta anche per il nostro centro. Brava,
capace, divertente, ma chiara sin dall’inizio con me e soprattutto con i
genitori: il suo non sarà un corso accademico-universitario, considerata l’età
dei bambini, bensì un momento di gioco e di apprendimento giocoso di una nuova
modalità di parlare senza avere la
pretesa di insegnare chissà cosa . Anzi, sottolinea subito, imparare canzoni e
parole in inglese servirà a facilitare l’apprendimento della lingua straniera
in futuro.
Nel frattempo contatto i genitori
che si erano dichiarati interessati e
mi imbatto in “un’allegra famigliola”: il papà era stato il primo a fare richiesta di questo corso, spiegandomi che la bambina (4-5 anni) ci teneva
molto ad imparare l’inglese (già questo mi ha fatto riflettere..) e poi
aggiunge che loro ci tenevano molto perché avevano vissuto due anni in America.
Intanto la bimba viene a provare una
lezione di danza: entusiasta, energica, vitale. La mamma mi avvisa che hanno
deciso di farle frequentare sia danza che inglese (che deve ancora provare ma
loro sono certi che alla bambina piacerà).
E così arriva il giorno della
prova di inglese e la nostra piccola
arriva saltellando , entra nella sala e inizia a danzare credendo evidentemente
di essere tornata al corso di danza: le spiego che la lezione è quella di
inglese , lei mi guarda un po’ perplessa
(quindi deduco che non le avessero detto la verità!). Finita la lezione
davanti all’ ”orgoglione” – ops orgoglioso…PAPA’ che la incalza
chiedendole quanto le sia piaciuta la lezione, Lei –chiara, precisa e pulita-
risponde: “No, voglio fare danza, non inglese!”. Il papà inebetito e
tranquillissimo insiste: “Ma poi come facciamo quando andiamo in vacanza in
America?Dai che ti piace!!”. Vanno via tutti e tre,mamma papà e fanciulla, assicurandomi che ci saremmo visti la
settimana successiva ,ma solo per inglese (nel frattempo hanno pensato di non
farle fare danza). Passano i giorni e poiché non li vedo arrivare contatto la
mamma ,che con il suo tono di voce smorto, poco sveglio e soprattutto un
pochino vergognata mi spiega che non sono riusciti a convincerla, si è
rifiutata categoricamente . EVVIVA! Questa piccola giovane donna davanti a due
genitori “ciechi” e superficiali (anzi aggiungo colti e superficiali) si è resa
adulta, matura, chiara e soprattutto coerente: non voleva fare inglese, non le
era piaciuto, desiderava danzare e ha ribadito un concetto che per me era stato
chiaro da subito, i suoi genitori ci hanno messo qualche settimana per capire…..
Se non hanno questa
piccola-grande libertà a 4-5 anni come faranno a capire e valutare da adulti quale sia la libertà?
La libertà si impara da piccoli, la si sente dentro, sulla pelle, nelle ossa
anche e soprattutto a 3-4 anni.
Le attività extra-scolastiche dei
nostri bimbi non sono e non devono
essere obbligatorie né necessariamente utili o inutili, bensì divertenti e
“speciali” , almeno per loro:
dovrebbero essere scelte da loro, con l’aiuto più neutrale possibile di mamma e
papà!
E’evidente che ogni bambino ha
suoi gusti e preferenze, ciò che per uno è noioso per l’altro è
divertentissimo: di fatto gli altri bimbi di quel famoso corso di inglese erano
felici, divertiti e molto naturalmente appassionati a quella lezione
giocosa con una maestra “fatata”. I
genitori ogni giorno più entusiasti per la quantità di cose imparate
giocando, saltando, molto liberamente.
Ascoltiamoli.
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